#ATuPerTu con gli Atlante

Il 24 agosto si è tenuto il concerto della band gli Atlante, ospiti del Parco Roccolo. Il gruppo di Koinervetti li ha incontrati dopo il concerto e ci ha scambiato due parole, buona lettura.

Fonte: Facebook

K: Innanzitutto tutto ragazzi, come state e come è andato il viaggio?

A: Volevamo comprare una settimana enigmistica, e non ce l’abbiamo fatta perché non c’era neanche un autogrill che ce l’avesse. Tra l’altro in macchina non avevamo neanche la radio, poi ad un certo punto ha piovuto un po’, però verso la fine quando abbiamo visto i boschetti ci siamo ripresi, ci siamo anche scusati per il leggero ritardo perché dovevamo essere qua verso le 17 ma siamo arrivati alle 17:30.

K: No tranquilli, qui non si arrabbia nessuno (*ridendo*). Come è nato il progetto Atlante?

A: Il progetto è nato un po’ come nascono i tutti progetti, credo. Io (Claudio) avevo un po’ di brani, che ho scritto in una estate in inghilterra, e mi ero trovato abbastanza bene a scrivere pezzi in lingua italiana, nonostante prima scrivevo in inglese. Da quando sono ritornato mi sono messo alla ricerca di qualche ragazzo che suonasse insieme a me. Il primissimo brano dal titolo “19” caricato su YouTube (con video che ci è costato €20, solo per i titoli di coda), e poi da lì ha preso il via il tutto, anche con il “consenso” dei nostri amici che è fondamentale, le nostre famiglie, e di persone mai visto prima. Così insomma, abbastanza casualmente, senza troppe pretese.

K: Parliamo adesso del vostro album “Un’entropia di Immagini e Pensieri”. Come è nato il disco e che tematiche tratta?

A: È un album molto eterogeneo, un disco scritto di getto. L’entropia alla fine è un disordine, immagini che sono scaturite da riflessioni in questo anno e mezzo di composizione. Quindi ci siamo ritrovati con queste immagini da mettere in musica, le quali racchiudevano un’eterogeneità di pensieri. Alla fine non ha proprio un filo logico. O meglio, solamente per quanto riguarda la registrazione, perché è stato tutto registrato nello stesso studio, però possiamo dire con certezza che è un disco nato in sala, pensato solo “di pancia”.

Fontr: Facebook

K: Per quanto riguarda il vostro sound, a quali gruppi vi ispirate?

A: Per quanto riguarda il punto di vista dei suoni e della composizione, pensiamo ai Biffy Clyro perché il gruppo è nato un po’ per colpa loro. Con il passare del tempo sono cambiati un po’ gli ascolti, però noi ci sentiamo molto vicini ai Verdena, che sono un punto di riferimento forte, mentre andando a toccare altri generi c’è Bon Iver. Invece, un artista italiano che non si confà molto al nostro genere ma che ci piace molto è Niccolò Fabi: credo faccia piangere a tutti e tre! Anche se non si sente nel sound è una persona che stimiamo molto.

K: Quali sono le esperienze più belle che ricordate con affetto?

A: L’ultimo anno sicuramente. Poi abbiamo registrato i primi concerti con la GoPro. Ci sembra un modo per rivedere quello che abbiamo sbagliato e quello che potevamo fare, non per egocentrismo. Quando è uscito il disco abbiamo suonato in giro per l’italia, cosa che sinceramente non ci aspettavamo più di tanto. Sapere che troverai delle persone che vengono a vederti e che apprezzano quello che fai oltre a persone che hanno voglia di organizzare è molto bello. Non solo per la musica, anche per la samplice aggregazione. Abbiamo conosciuto delle persone veramente super disponibili. Per esempio, appena arrivati qua al parco Roccolo ci siamo messi a dare due calci al pallone con i ragazzi dell’Associazione Alice.

Quello che vogliamo dire è che, anche se in Italia la situazione musicale è un po’ critica (per impedimenti politici e/o altro), alla fine si trovano persone che fanno di tutto per chiamarti! Assurdo! In questi casi ci si chiede “ma chi c***o te lo fa fare?” A pensarci bene è una bellissima cosa. L’accoglienza che abbiamo avuto qua è difficile da dimenticare, persone così alla mano che hanno voglia di fare, sono cose che rimangono anche al di fuori della musica.

Fonte: Facebook

K: Con quali gruppi avete condiviso il palco?

A: I Cara Calma ormai sono degli amici, oppure gruppi un po più affermati come i Pinguini Tattici Nucleari, i Sick Tamburo, Eugenio in via di gioia, frah quintale…

K: Una curiosità, da cosa deriva il nome Atlante?

A: Il nome è nato perché alla fine quando avevamo registrato il pezzo e poi ci avevamo girato il video, dovevamo soltanto caricarlo su Youtube però dovevamo scriverci il nome. L’unica cosa che pretendevo era che il nome doveva iniziare per A. Era un periodo in cui ero in fissa con gli Arcane Roots. Insomma, per una cosa e per un’altra ci siamo chiamati Atlante. Il nome piaceva a tutti quanti e allora lo abbiamo tenuto. Il nome Atlante può significare tante cose: l’ultima vertebra della colonna vertebrale, la catena montuosa dell’Africa ecc.

Fonte: Facebook

K: Direi anche una parola evocativa

A: Ecco bravo esatto! Evocativa. Prossima intervista ragazzi se ce lo chiedono rispondiamo così, facile facile (*ridendo*)

K: Grazie mille ragazzi per questa chiaccherata, ce lo fate un saluto a Koinervetti?


,A: Ciao ragazzi di Koinervetti, grazie mille per questa fantastica intervista vi ringraziamo molto, a presto!

 

2 risposte

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