#ATuPerTu con Gabriele Puglisi

Come cambieranno scritti e fotografie nel post-coronavirus? Come verranno documentate le manifestazioni?

Discutiamo di un argomento vasto e meritevole di approfondimento con Gabriele Puglisi (@photopuglisipoetwho, https://www.patreon.com/poetwho), giovane artista in grado di unire poesia ed arte visiva in uno stile formale e reporter di numerose manifestazioni.

Coronavirus: come cambieranno editoria, fotografia e…

  • Ciao Gabriele! Ci stavamo chiedendo: a fine quarantena avremo una tua nuova pubblicazione o adesso preferisci lasciare le tue riflessioni solo sui social?

G: Per citare Guccini “non dico più d’esser poeta”. Le poesie o meglio i pensieri scritti non credo di pubblicarli per un’altra casa editrice semplicemente perché la poesia non ha più molto mercato e come spesso accade in Italia si pubblicano solo i classici, penso però che, come in ogni campo, questo virus porterà dei cambiamenti, chissà magari anche all’editoria.

  • Lo scatto perfetto deve ancora arrivare, ma sicuramente ce ne sarà uno di cui vai particolarmente orgoglioso. Qual è la sua storia?

G: Di solito sono molto critico con i miei lavori, ma ho scelto uno scatto che per molto è stato un “simbolo”. Ero nella valle dei templi di Agrigento e in realtà all’inizio volevo solo fotografare il paesaggio, poi all’improvviso una folata e seguendo il vento ho visto i capelli ricci di questa ragazza che si riposava sotto l’albero e lì ho sentito il click della mia macchina fotografica.

…Le proteste

  • Fra le manifestazioni che hai documentato nell’ultimo anno, quali hanno lasciato il segno?

G: Solitamente le manifestazioni nascono dopo mesi di organizzazione e possono sembrare caotiche, ma in realtà sono molto controllate da chi le organizza e siccome amo il caos scelgo una manifestazione che è nata spontaneamente da ragazzi che non si conoscevano, accomunati dalla voglia di diversità e così si son riuniti in piazza Duomo a Milano durante il comizio dell’allora ex ministro Salvini. 

  • Per molto tempo non sarà possibile scendere in piazza. Che forma assumeranno le proteste?

G: A Telaviv in questi giorni abbiamo assistito ad una manifestazione al tempo di Covid, le persone erano distanziate e chiedevano i loro diritti, non credo che nessun virus sia esso naturale o dittatoriale potrà mai fermare le persone al diritto di cercare e quindi chiedere la libertà e i diritti fondamentali, nasce da questo il concetto di società che conosciamo.

  • Le mascherine sono un dispositivo con cui noi occidentali dovremo prendere confidenza. Per voi fotografi, ad esempio, sarà più complesso realizzare dei bei ritratti.

 G: Per me un ritratto è prima di tutto una forma di  comunicazione e la comunicazione per sua natura si evolve e le emozioni, come diceva Edoardo si possono esprimere anche con la maschera di Pulcinella. 

  • Un’ultima curiosità. Al di fuori dell’Italia, c’è una realtà che ti piacerebbe vivere e raccontare?

G: Io amo Parigi, amo lo spirito francese così libero e rivoluzionario, ed è stata una delle prime città dove le mie opere sono state pubblicate su un magazine, in Italia molto dopo, forse lì non sono legati come qui a tradizioni o amicizie. 

 

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