#ATuPerTu con Melisciano Arte

In occasione della biennale a Villa Graziani (San Giustino, PG), intitolata “#SEGNO#SOGNO#SIMBOLO”, Koinervetti ha avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Tonino Puletti, presidente di “Melisciano Arte”.

Prosegue quindi la collaborazione con l’Associazione Culturale sangiustinese, fondata sulla promozione dell’Arte nel territorio.

Fonte: Andrea Dionigi (Facebook)

K: Quale idea “nasconde” il titolo “#Segno#Sogno#Simbolo”?

T: «L’idea nasce dal voler creare un confronto tra artisti che lasciassero il SEGNO, attraverso il SOGNO e il SIMBOLO; temi sempre presenti nell’arte, dalle pitture rupestri delle grotte di Altamira e Lascaux, fino all’arte moderna con Magritte e Klimt. Un filo che unisce l’arte e le emozioni  dell’uomo, che interagendo con il fruitore, attraverso linguaggi non verbali, ma visivi, che lascino un segno indelebile.»

K: Cosa significa per voi “Frammentalismo”?

T: «Con il termine “frammentalista” si intende un nuovo approccio di fare arte: “opere che nascono da opere” non come imitazione, ma come evoluzione. Opere create a più mani che prendono vita  da un’opera d’arte storicizzata scelta all’uomo. Essa viene destrutturata o frammentata, scomposta per campiture di colore, e nuances.

Ogni frammento viene assegnato ad un artista che attendendosi al colore originale, lo ricostruisce secondo il proprio stile. Nascono cosi delle opere/frammento che esaminate singolarmente sono compiutamente definite; quando i pezzi del puzzle di colori si ricompone, ecco che contribuiscono alla ricostruzione dell’opera d’arte originaria; questo assemblaggio costituisce una nuova opera d’arte denominata frammentalista.»

K: Cosa vorreste trasmettere attraverso l’esposizione di queste opere d’arte?

T: «L’intento della nostra Associazione è quello di dare spazio e “voce” sia ad artisti ormai affermati che ad artisti giovani. Coloro che si affacciano al mondo dell’arte timidamente, per un confronto costruttivo e motivante per il proseguo di entrambi.»

K: L’intenzione è stata quella di creare una forte ed evocativa connessione fra opere frammentaliste e biennale, o gli spazi degli artisti “ospiti” sono completamente autogestiti?

T: «Gli spazi degli artisti selezionati, sono stati allestiti con l’aiuto di me e Maria Inferrera, quali curatori della Mostra.

La connessione tra loro e gli artisti frammentalisti nasce da sola, in quanto sia gli artisti ospiti che quelli frammentalisti hanno lavorato sul tema comune:  #SEGNO#SOGNO#SIMBOLO.»

K: Pensate che iniziative di questo tipo possano essere un punto di riferimento per giovani artisti che si stanno approcciando al mondo della pittura e della scultura? Come potreste coinvolgerli?

T: «Spero che in futuro iniziative come queste siano un punto di riferimento per gli artisti giovani della Vallata ma non solo, visto che nei tanti Progetti dell’Associazione, c’è anche quello di creare una Residenza d’artista, per ospitare artisti anche di fuori.»

 

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