#ATuPerTu con Valentina Piccini – Mamme a Spillo

Si racconta a Koinervetti l’ideatrice del “The Fashionable Mommy Blog”. Un #ATuPerTu percorribile come un viaggio fra il passato da studentessa di Storia dell’arte e il presente da esperta in comunicazione, amante di scrittura e del mondo del fashion ma soprattutto mamma di quattro bambini, protagonisti dei suoi progetti.

Pronti? Iniziamo il viaggio nel mondo di Valentina

  • Valentina, in tutta onestà, quando eri una studentessa di Storia dell’arte immaginavi che un giorno saresti diventata madre di quattro bambini?

V: Assolutamente no. Mi vedevo invecchiare da sola in una grande casa di campagna, tra libri d’arte, gite alla scoperta di chiesette su per le montagne, cavalli e solitudine. Sono sempre stata abbastanza solitaria e poco incline alla maternità, la vedevo come una responsabilità troppo grande. Insomma, direi che c’ho preso, no?

  • Parliamo del presente. Hai concluso il 2019 abbandonando la tua caratteristica chioma nera, ora rossa rubino! Quali sono i tuoi progetti e buoni propositi, in veste di madre e di business woman, per il nuovo anno?

V: I cambiamenti in fatto di capelli per me sono la norma e di solito (come in questo caso) coincidono con lavori importanti per un noto brand del settore. A parte questo, sono stata rossa molti anni “da giovane” e almeno per un pò sfoggerò le lentiggini senza remore.

In quanto ai progetti… Questo è stato un anno in cui ho lavorato molto sottotraccia e in questo 2020 vedranno la luce diversi progetti: in primis una mia linea di abbigliamento bambino e bambina, che sarà una piccola novità nel settore per il modo in cui verrà venduta.

Sono anche un’imprenditrice agricola ed entro quest’anno dovrei riuscire ad aprire la mia attività agrituristica… Le piante di lavanda e le caprette ci sono già!

Come madre spero di essere sempre presente e un po’ meno stressata dal lavoro. Mentre come moglie sono già perfetta, chiedere al marito (anzi, ai mariti).

  • Visto che la nomini nella bio del tuo (seguitissimo) profilo Instagram, cosa pensi di chi definisce Chiara Ferragni una “madre assente”?

V: Che solo suo figlio potrà un domani definirla tale. Non sappiamo cosa accade veramente nella vita delle persone e sarebbe ora di smetterla di sparare sentenze sui social come fossero acqua fresca. Tra l’altro conosco mamme che non fanno il suo lavoro; sono sempre “a casa” eppure sono totalmente assenti.

  • Nei tuoi post spesso racconti il lato meno edulcorato di avere una famiglia numerosa, del dover quindi gestire personalità differenti. Quali sono i pregi che apprezzi di più e i difetti che vorresti smussare dei tuoi figli?

V: La mia famiglia è letteralmente un casino (due figli dal mio primo marito, due figli li aveva già il mio attuale marito, due li abbiamo fatti insieme). Un casino di quelli belli però! In pratica devo interpretare modelli di mamma e vice-mamma diversi a seconda di ognuno dei sei bambini. Pregi e difetti? Eccoli:

Elena Sofia: ha un’intelligenza pazzesca, è nata “grande”, ma vorrei riuscisse ad essere più pensierata (mi somiglia troppo, ahimè);

Giulia: è la “pazza” di famiglia, quella che se c’è un pericolo stai sicura che ci si scontrerà. Quella che finge di non volere coccole, ma che poi ti fa i più bei massaggini alla schiena del mondo con tanto di coccole;

Eva Maria: è la ragazza chic di casa nostra, quella che dorme col pigiamino di seta, che va a scuola col tulle e mi aiuta tantissimo col mio lavoro. Se smettesse di dire “un attimo” quando deve fare qualcosa sarebbe (quasi) perfetta.

Greg: il mio biondino è ovviamente il più coccolato di casa, da fratello minore. Ha una dolcezza e un fare protettivo incredibile con me, ma dovrebbe imparare a dosare la forza con le sorelle (ha il fisico di un bambino di sei anni ma non sa gestirlo).

Niccolò: adoro il suo essere “bravo” con me, nonostante gli inizi per ovvi motivi non siano stati facili. E’ un bambino molto sensibile e quando è con noi mi aiuta molto. Vorrei si svegliasse più tardi delle sette di mattina, soprattutto la domenica!

Giorgia: è una bambina dolcissima e accudisce alla perfezione il fratellino: di lei ti puoi fidare. Le piace vestirsi bene, quindi con me va sul sicuro; per contro, vorrei si fidasse un po’ più di me, ma capisco che magari non è tutta farina del suo sacco.

  • Le tue figlie maggiori presto vorranno avere un profilo social personale. Se volessero intraprendere la carriera di influencer cercheresti di dissuaderle?

V: Posto che forse, ma dico forse, l’unica a cui piace il mio mondo è Eva perchè le altre capiscono che c’è troppo lavoro dietro… Perchè mai? E’ un lavoro come un altro, super impegnativo (non ci sono orari, nè giorni festivi), ma bellissimo. Mi permette di organizzare il mio tempo come voglio e di essere serena dal punto di vista economico. Di quanti lavori puoi dire lo stesso?

  • Viaggiate molto ma il vostro paese del cuore rimane Sansepolcro. Quali proposte avanzeresti per renderla più a misura di bambino, per “svecchiarla” un po’?

V: Secondo me chi dice che Sansepolcro non sia una città a misura di bambino frequenta troppo poco le grandi città. Milano, per esempio, offre tantissime attività ai bambini (troppe!) e i quelli che vi abitano spesso sono iperstimolati e stressati già a quattro anni. A Roma (il mio cuore) se devi andare a casa di un amichetto (ed è raro, perchè gli amici non te li fai alle elementari lì) ti fai il segno della croce e tra andare e tornare passano tre ore. In campagna ci vai il fine settimana se va bene: vedere una gallina o una mucca è un evento, i tuoi genitori sono super stressarti per il traffico e il costo della vita.

Vogliamo ancora dire che Sansepolcro non sia a misura di bambino? Secondo me lo è. I bambini hanno bisogno di spazi aperti per correre o andare in bicicletta (magari una pista ciclabile non guasterebbe), buoni rapporti col tessuto sociale che li circonda, buone scuole… Qui hanno tutto questo. Poi è ovvio che potendo si deve viaggiare e far loro conoscere realtà diverse, ma tornando alla base.

 

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