Prestigio e nobiltà – #ATuPerTu con Laura Giangamboni

Durante la mostra di documenti storici e abiti nobiliari dal titolo “Prestigio e nobiltà” nel Castello Bufalini di San Giustino, Koinervetti ha incontrato la curatrice Laura Giangamboni, insegnante e archivista che ci ha spiegato il tutto nel dettaglio.

K: In che modo è strutturata la mostra?

L: “Prestigio e nobiltà” è una mostra documentaria che si snoda nelle sale del castello. È intitolata “Prestigio e nobiltà”, titolo già rappresentativo della commistione del genere documentario e della mostra di abiti rinascimentali nella loro eleganza. Tale esposizione vuole portare alla luce il grande connubio che i Bufalini hanno avuto dal ‘500 al ‘700 con le più grandi famiglie nobili italiane ed estere. La mostra è composta da documenti cartacei e pergamenacei conservati nell’archivio Bufalini. Essi sono documenti rigorosamente autografi che portano le firme delle più grandi casate del Rinascimento: dai Medici ai Gonzaga, agli Estensi, ai duchi di Montefeltro fino anche ai Savoia e soprattutto alla famiglia dei reali di Francia, il Re Sole e Mazzarino Primo Ministro.

K: Cosa vuole trasmettere?

L: Gli abiti rinascimentali messi in mostra con l’aiuto dell’”Associazione alla Corte de’ Medici” di Sansepolcro portano ancora di più a capire l’influenza della famiglia nel contesto territoriale italiano ed estero. I documenti di archivio, conservati nelle sale al piano superiore del castello, esemplificano appunto la grande magnificenza della famiglia in epoca rinascimentale ed oltre.

K: Cos’altro nasconde il castello?

L: Il castello è un esempio di magnifico complesso museale. L’architettura è di chiara impronta medievale, essendo comunque una fortezza, e sono contenuti anche arredi e suppellettili di vario genere. Questi vanno dalla fine del ‘400 fino agli anni nostri, poiché il complesso è stato dimora privata fino al 1990. Si può vedere soltanto un piano del castello, mentre i piani superiori sono ancora chiusi al pubblico. Anche questi ultimi sono tutti completamente arredati all’uso dell’epoca e affrescati da Cristoforo Gherardi che è un pittore di stile vasariano.

L: È importante ricordare che l’archivio della famiglia Bufalini è uno dei più preziosi archivi nobiliari privati d’Italia, il cui contenuto è interamente presente nel castello. È un ricco archivio che comprende non solo la parte dei carteggi ma anche tutto un complesso di amministrazione ed altri documenti in pergamena. Inoltre è da sottolineare la presenza di una bellissima biblioteca privata che contiene libri dal ‘500 in avanti, come una prima stampa dell’Encyclopédie di Diderot e d’Alambert.

K: Come unire la storia di un’antica casata con il mondo di oggi?

È curioso osservare e conoscere la struttura di un modello familiare tipicamente di origine nobiliare e di conseguenza anche vedere la struttura dei rapporti fra le casate e fra gli stessi componenti di un’unica famiglia. Quindi è interessante scoprire i valori e le gerarchie strutturali di una famiglia medievale e nobiliare, contrapposte al modello odierno e ai rapporti interni della famiglia di oggi. Soprattutto è importante per la memoria collettiva e per la coscienza storica di una comunità ricordare una casata che ha permeato con la sua influenza tutta la valle del Tevere ed oltre.

K: Dal tuo punto di vista, la storia e il prestigio del Castello vengono sottovalutati?

L: Sicuramente vengono sottovalutati ma non tanto nella questione inerente il castello, quanto nell’aspetto del museo e delle memorie storiche nella coscienza moderna e giovanile. Inoltre nel contesto proprio del castello Bufalini sicuramente la presenza nelle vicinanze della galleria nazionale dell’Umbria, Assisi e tutto il complesso di Piero della Francesca fa sì che il castello scompaia fra giganti di maggior prestigio che sono più visitati. Quindi è sicuramente sottovalutato rispetto alla portata culturale che ha.

K: Quali potenzialità ha il castello nella vita moderna?

L: Sempre nell’ottica che il castello Bufalini è un museo, nel suo complesso è completamente arredato, per cui anche le stanze sono chiaramente occupate da mobilio vario ed è certamente possibile inserirlo in un circuito culturale variegato. Negli ultimi tempi infatti ha avuto luogo un cortometraggio scolastico, una mostra d’arte e il presepe vivente. Inoltre i giardini hanno ospitato manifestazioni come concerti di musica classica e danza. Oltre alle usuali conferenze, per cui esiste una sala apposita, è sicuramente possibile progettare eventi culturali di tipo diversificato. È una possibilità che il castello offre.

K: C’è ancora speranza per chi vuole vivere e studiare la storia?

L: L’uomo e l’umanità sono fatti di passato e affondano le proprie radici esistenziali, psicologiche, culturali, sociali ed etniche nel proprio passato. Lo studio del passato è fondamentale per la prospettiva del presente. Lo sguardo sul futuro è possibile solo in tale ottica, è doveroso ricordare il passato: analizzarlo, studiarlo e rifarlo interiorizzandolo è un esempio e uno sprone per il miglioramento personale che l’umanità ha sempre perseguito.

 

Una risposta.

  1. Lucie ha detto:

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