20 cinecomic da vedere assolutamente

Chiariamo una cosa prima ancora di cominciare: tenete conto che quanto leggerete riguarda solo l’opinione personale dei due autori.
Non abbiamo la presunzione di enunciare i “migliori cinecomic di sempre” ed è normale che possano esserci alcuni assenti speciali. Siate perciò magnanimi e sappiate che saremo aperti a qualunque scambio di opinione, purché si rispettino le basilari regole del BUON SENSO.

Top 10 cinecomic Duccio

10- Scott Pilgrim vs. the World (Edgar Wright, 2010)

Benchè si sia rivelato un flop commerciale all’uscita, il film basato sul personaggio creato da Bryan Lee O’Malley è riuscito a incantare una serie notevole di spettatori, fan o meno del fumetto originale.

Il genio di Edgar Wright, già famoso per la Trilogia del Cornetto, mette in scena diligentemente la storia atipica di un ragazzo ultraventenne, impersonato da un esilarante Michael Cera, alle prese con i problemi sentimentali di un adolescente, che dovrà combattere la lega de “I Sette malvagi ex” per poter conquistare l’amata Ramona, interpretata dalla bellissima Mary Elizabeth Winstead.

Va sottolineato il ruolo centrale della colonna sonora, prevalentemente Indie rock, tra i cui artisti spicca la partecipazione di Beck.

9- Il Corvo (Alex Proyas, 1994)

Era il 1994 quando Alex Proyas, giovane regista australiano, portò al cinema la trasposizione dell’omonimo fumetto di James O’Barr.

Non fu facile dover superare la tragedia della morte sopravvenuta sul set del protagonista Brandon Lee, figlio del leggendario Bruce, ma grazie a uno stile cupo, un sapiente uso di effetti digitali e un villain da antologia, oltre alla straordinaria prova di Lee, la pellicola è diventata presto un fenomeno di culto.

8- Era mio padre (Road to Perdition, Sam Mendes, 2002)

Uno dei film più sottovalutati del XXI secolo, Road to Perdition è un gangster-movie basato sull’opera omonima di Max Allan Collins e diretto da Sam Mendes, il quale dopo l’incetta di premi per American Beauty ha continuato a fare grande cinema.

La storia ruota attorno a Michael Sullivan, interpretato da un ottimo Tom Hanks, sicario spietato della mafia e padre distaccato di due figli, costretto ad affrontare un viaggio, sia fisicamente che metaforicamente, di collera e vendetta dopo che il suo piccolo mondo cadrà in pezzi.

Ultima struggente interpretazione di Paul Newman sul grande schermo e Oscar alla migliore fotografia a Conrad L. Hall.

7- I Guardiani della Galassia (James Gunn, 2014)

Per distacco il miglior film del Marvel Cinematic Universe, nonché unico meritevole di questa classifica, l’opera di James Gunn è un’avventura spaziale che amalgama perfettamente personaggi spassosi e momenti più seri grazie a performance convincenti e una regia azzeccatissima.

Il film con più cuore dell’MCU si pone in risalto anche per la frizzantissima colonna sonora e i camei di tutto rispetto.

6- Hellboy (Guillermo del Toro, 2004)

Da non confondere con l’ultima ignobile trasposizione vista nelle sale, il film del premio Oscar Guillermo del Toro gioca su un mix di toni diversi ed effetti visivi sfavillanti senza mai rinunciare all’idea del fumetto originale.

Ron Perlman è nato per interpretare il demone rosso con il sigaro sempre in bocca e attraverso il suo smaccato umorismo rende ancora più godibile un cinefumetto già di per sé straordinario quanto a scenografia ed effetti speciali.

Per del Toro si trattò, così come con il seguito, di un film molto personale e, nel commento audio del primo, dichiarò che esso dovesse rappresentare la sua visione dell’amore e del senso di scelta che si ha nel vivere la vita. Di conseguenza, si può dire che in Hellboy c’è un po’ di tutto ed è tutto stra-riuscito.

5- Superman (Richard Donner, 1978)

Ai tempi in cui non esisteva la CGI e tutti gli effetti speciali erano analogici, Richard Donner decise che era il momento di fare un film sul supereroe per eccellenza, capostipite della DC comics.

Il primo film sull’uomo d’acciaio fu anche la prima pellicola di genere supereroistico ad alto budget e poteva contare sulla presenza nel cast di Marlon Brando, nel ruolo del padre kryptoniano del protagonista, e Gene Hackman, in quello del suo acerrimo nemico Lex Luthor. Quest’ultimo risulta ancora oggi come uno dei migliori villain del genere, nonostante l’attore ammise di aver partecipato al progetto solo per il lauto compenso.

Lo sfortunato Christopher Reeve, ai tempi del tutto sconosciuto, si allenò per mesi al fine di interpretare in maniera credibile Clark Kent / Kal-El, passando da un peso di circa 80 kg fino a quasi 100 kg.

Donner disse in proposito:

«Reeve non interpreta Superman, lui è Superman.»

4- Batman (Tim Burton, 1989)

Altro grande classico del genere, la pellicola di Tim Burton sull’uomo pipistrello fu un successo planetario sia di pubblico che di critica e un esempio lampante di come raccontare le origini di un supereroe.

Michael Keaton, che fino ad allora era noto solo per Beetlejuice dello stesso Burton, salì alla ribalta nel ruolo di Bruce Wayne, offrendo una perfetta caratterizzazione del miliardario dilaniato dal dolore per la perdita dei genitori che decide di combattere il crimine.

Ma il vero protagonista della pellicola è Jack Nicholson, che dando il volto al Joker ruba la scena ad ogni sua apparizione.

Pur non esente da difetti e sentendo molto il peso degli anni, il film di Burton ha fatto scuola grazie al suo umorismo, l’atmosfera dark e gotica di Gotham City e la recitazione impeccabile dei protagonisti.

3- Spider-Man 2 (Sam Raimi, 2004)

La seconda avventura dell’Uomo Ragno firmata dal genio di Sam Raimi è senza dubbio tra i più grandi sequel mai realizzati, capace di raccontare come mai si era vista prima la caduta dell’eroe.

Raimi infatti si è ispirato al n.50 del fumetto originale, nel quale Peter Parker, persa la fiducia in sé stesso, decide di abbandonare per sempre il costume di Spider-Man, gettandolo in un bidone della spazzatura (l’iconica immagine viene riportata fedelmente nel film). Tuttavia, per una serie di ragioni, l’Uomo Ragno dovrà tornare in azione per salvare l’amata Mary Jane dal perfido Dottor Octopus.

Strepitoso Alfred Molina nel ruolo dello scienziato amico di Peter, il quale rimane posseduto, a seguito di un incidente, da quattro tentacoli meccanici, diventando quindi nemico del giovane eroe.

Chapeau per gli effetti speciali, tra i migliori mai visti nel genere.

2- Il Cavaliere Oscuro (Christopher Nolan, 2008)

Una delle pietre miliari del genere cinecomic e tra i film più “inflazionati” di questo secolo. Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan è stato capace, 11 anni fa, di conciliare la visione di un cinema d’autore con uno prettamente destinato all’intrattenimento, offrendo una rilettura seria e matura dell’uomo pipistrello, e domandandosi cosa significhi, in un contesto realistico, essere un eroe.

Sembra quasi paradossale che uno dei migliori cinefumetti sia proprio una pellicola che prende così tanto le distanze dalla fonte fumettistica di partenza.

1- Spider-Man (Sam Raimi, 2002)

Il primo capitolo della trilogia di Sam Raimi è la massima realizzazione dell’eroe fumettistico perchè riesce a portare sul grande schermo tutte le sfaccettature dell’arrampicamuri in modo convincente: l’insicurezza prima e la sfrontatezza dopo con il costume indosso, la timidezza di un ragazzo, la paura di un uomo e il coraggio del vendicatore.

Raimi narra le origini di un supereroe senza dimenticare le difficoltà che fanno parte della vita di un ragazzo comune, con una sensibilità che tocca il cuore dello spettatore a più riprese.

Ed è proprio per questa concezione drammatica di Peter Parker se nessun’altra trasposizione successiva di Spider-Man è riuscita veramente a cogliere l’essenza del personaggio.

Inoltre, per quella regola non scritta che un grande villain fa grande il film, va sottolineata la bravura di Willem Dafoe come Green Goblin, la cui risata malefica mette ancora i brividi a distanza di anni, e quella di James Franco nel ruolo del figlio Harry. Il regista pensava che il rapporto padre-figlio avrebbe dato ancora più profondità al film e difatti ci aveva visto lungo.

Top 10 cinecomic Yur Brynner

10- Le 12 fatiche di Asterix (R. Goscinny, A. Uderzo, H. Gruel, P. Watrin FRA, 1976)

Prendete un bambino che in tv guarda solo cartoni animati e che un giorno trova nella biblioteca della scuola un volume sui miti greci e se ne innamora.
Il terzo film dedicato al piccolo gallo ed al fido amico Obelix entrò dritto di diritto fra i miei preferiti.

La comicità con cui Goscinny e Uderzo, autori anche dell’originale capolavoro della Bande dessinée franco/belga, re-inventano 12 nuove prove per dimostrare ai Romani che questi Galli hanno poteri divini ci regala una raccolta di gag e battute che ancora adesso, a quasi 20 anni di distanza potrei citare a memoria.

Geniale il fatto che Obelix possa rinunciare ai privilegi degli dei ma non ai cinghiali e l’epopea del “lasciapassare A38” che però non provoca più risate dopo che uno la rivive personalmente fra gli uffici delle segreterie universitarie.

9- Nausicaä della Valle del Vento (H. Miyazaki, JPN, 1984)

Primo film dello Studio Ghibli tratto dall’opera di Hayao Miyazaki, che si occuperà personalmente anche della regia e sceneggiatura della pellicola.
Un mondo distrutto, una popolazione che continua a peggiorare la situazione e quella che diventerà una costante nella produzione del maestro nipponico: un’eroica e giovane figura femminile.
Le tetre ambientazioni post-apocalittiche si alternano con il calore e la dolcezza di scene che lasciano trapelare una speranza di salvezza perché Miyazaki agisce sempre così: sa presentare presente e futuro incombente in tutta la loro oscurità senza però mai smettere di credere nella bontà dell’uomo.

8-X-Men 2 (Bryan Singer, USA, 2003)

Eccovi un concetto che tornerà più volte in questa classifica: il sequel spesso è meglio dell’originale.

Se Bryan Singer presentò nel suo primo “X-men” la squadra del professor Xavier e la sua carismatica nemesi Magneto, qui può finalmente ampliare la psiche dietro non solo i singoli personaggi ma l’intero mondo, che vede i mutanti come una minaccia.

Ispirato fortemente alla graphic novel “Dio ama, l’uomo uccide”, XM2 diventa un film di intrattenimento con un buon messaggio anti xenofobo, per molto tempo rimasto l’ultimo buon capitolo della saga fino a quando Singer non venne richiamato per “Giorni di un futuro passato”.

7- A History of Violence (David Cronenberg, USA/DEU, 2005)

Cronenberg è uno degli ultimi grandi autori di genere rimasti al cinema: dopo aver usato l’horror per affrontare tutto ciò che concerneva il corpo, la sua mutazione e i suoi lati oscuri, decise di provare il noir/gangster per esplorare la mente ed i rapporti umani.

In coppia con Viggo Mortensen non ci regala un capolavoro come “La Promessa dell’Assassino”, ma comunque un valido film dalla fotografia gelida e con climax ricco di scene d’azione violente e ben coreografate.

Si dice che ignorasse l’origine del soggetto, tratto dall’omonimo lavoro di Wagner e Locke, e sapendo della sua avversione per i cinecomics non è difficile crederlo. Fatto sta che, ancora una volta, sa donare grande Cinema ai suoi spettatori.

6- Persepolis (M. Satrapi, V. Paronnaud, FRA, 2007)

La biografia dell’autrice raccontata prima a fumetti e poi con l’animazione da Marjane Satrapi stessa.

Lo stile è minimalista tanto quanto la trama è profonda e toccante: il tema dell’emarginazione e della migrazione davanti alla crisi dell’Iran dovuta all’ascesa di un partito contrario alla famiglia della protagonista, i suoi ricordi di un’infanzia piena di piccole felicità che vedono però imporsi sempre più l’estremismo religioso e la conseguente riduzione di libertà, e poi ancora il sentirsi aliena in un paese diverso, come ormai è diverso il paese natale.

Un film che oggi più che mai dovrebbe essere visto da grandi e piccini. Complimenti a Paola Cortellesi per il doppiaggio italiano.

5- Ichi the Killer (T. Miike, JPN, 2001)

Takashi Miike è un matto. O un genio. O tutte e due le cose probabilmente.
In questa storia mette tutto ciò che al cinema si è sempre cercato di nascondere: sesso e violenza, sangue e sperma. Prende e li piazza in un film, basato sul fumetto di Hideo Yamamoto, che solo in superficie parla di una guerra fra mafie ma che si rivela un’esplosione di truculenza e perversioni.
Sempre però messo in scena con perfezione estetica e classe da vendere.

4- Old Boy (P. Chan-Wook, KOR, 2003)

Non lo inserisco in una top 3 solo perché sono dell’opinione che Wook abbia fatto di meglio. Ciò non toglie il valore e la bellezza di questa pellicola ispirata all’omonimo manga di Mineghisi e Tsuchiya. Un’ottima storia di vendetta in cui si mostrano le luci e le ombre dell’animo d’ogni personaggio, lasciando lo spettatore indeciso per chi simpatizzare.

Il tutto ben condito da ottime scene di violenza.

3- Batman Returns (Tim Burton, USA 1992)


Ricordo quando vidi le scene con De Vito da piccolo e ne rimasi colpito: era goffo, viveva in un posto astruso e si circondava di pagliacci e pinguini.

Tutto lasciava pensare a qualcosa di completamente stupido e demenziale. Eppure l’atmosfera era tetra, spaventosa e per nulla comica.
Riguardandolo anni dopo mi pare ancora più bello, con Burton che lascia Keaton in disparte (tanto lui è il Batman perfetto, non ha bisogno di tante scene per dimostrarlo) per concentrarsi appieno su una triade di villain fantastica.

Scenografia gotica e sopra le righe e sceneggiatura che rende giustizia ad ogni singolo personaggio ne fanno la miglior pellicola sul Pipistrello di Gotham.

2- Snowpiercer (B. Joon-ho, USA/KOR, 2013)

Tratto dalla serie francese “Le Transperceneige” ci ritroviamo di nuovo in un futuro post-apocalittico, questa volta però con la Terra avvolta in un inverno perenne e i resti dell’umanità racchiusi in un treno fantascientifico che corre ininterrottamente attorno a tutto il globo.
“Il vero metro è la ferrovia/Che come la CIA te può insegnà/Che una differenza sostanziale e profonda/Fra prima e seconda ci deve stà” cantava Rino Gaetano e qui più che mai il paragone fra il mezzo su rotaia e la discordanza fra classi sociali è appropriato. Mentre i più poveri si stancheranno e inizieranno una scalata ai vagoni riservati all’élite, si scopriranno altarini, verità e messaggi socio-politici sempre più attuali.

1- Hellboy: The Golden Army (G. del Toro, USA, 2008)

Miglior film di Guillermo del Toro, miglior film fantasy della storia e miglior cinefumetto al mondo.

Completamente distaccato dalle ambientazioni e temi del primo, per salvare l’umanità ci caleremo nel mondo del fantastico incontrando le più affascinanti creature nate dal visionario (termine che si usa sempre troppo a sproposito ma con del Toro è più che d’obbligo) gusto estetico dell’artista Messicano.

L’epica torna a vivere dopo decenni sul grande schermo, con una trama che fra cattivi dai nobili intenti ed eroi con onerosi pesi sulle spalle avrebbe potuto aprire davvero a una nuova generazione di film supereroistici. Ma si è preferito ripiegare su qualcosa di più banale e rassicurante, impedendo così al ciclo di Hellboy di avere un degno finale con un terzo capitolo.

Hellboy II è magnifico e perfetto, forse troppo per il grande pubblico, ma invito chiunque a riscoprirlo, il fatto che la saga non verrà completata nel modo previsto da del Toro non sottrarrà bellezza a questo film. Anzi, potrà forse giovarne alla maniera de il “non-finito michelangiolesco”: un ottimo lavoro che potrà servire d’insegnamento ai posteri su come non tarpare mai le ali al genio artistico.

 

10 risposte

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